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Respiro a “U” nel Kundalini Yoga: Tecnica e Benefici di un Pranayama Potente

Onginariamente insegnata da Yogi Bhajan nel 1969

Da tempo desidero condividere con te questo pranayama, che nel Kundalini Yoga è considerato una vera e propria meditazione. È una pratica potente e trasformativa, presente anche in altre tradizioni di pranayama, seppur con lievi variazioni. Io te la propongo così come l’ho imparata, e se deciderai di praticarla seguendo questo stile di yoga, ti invito a seguire attentamente le istruzioni.

Questa è una pratica profonda e complessa, capace di armonizzare corpo, mente ed energia. Se sei già un praticante, potrai affrontarla con maggiore facilità; se sei agli inizi, non temere e non sminuirti. Avvicinati con curiosità, calma e pazienza, osservando ogni fase del respiro e ogni sensazione nel corpo.

Importante: non forzare i tempi delle singole fasi né la durata complessiva della meditazione. Lascia che la pratica si costruisca gradualmente, rispettando il tuo ritmo e il tuo respiro.

Se avrai dubbi o domande, scrivimi sotto: sarò felice di guidarti passo passo in questo percorso verso maggiore centratura e armonia interiore.

Il potere di questo pranayama

Ecco i benefici principali estratti dal commento alla meditazione nel manuale insegnanti di Kundalini Yoga di 1° livello:

  • Purificazione profonda: praticata regolarmente, aiuta a liberare i blocchi karmici accumulati nel corso delle vite, portando leggerezza e chiarezza interiore.
  • Pulizia energetica: armonizza i flussi delle nadi sottili e purifica l’aura, sciogliendo schemi energetici stagnanti e facilitando il libero fluire dell’energia vitale.
  • Equilibrio tra prana e apana: stabilizza le due correnti principali dell’energia nel corpo, creando una sensazione di centratura e neutralità interiore.
  • Stimolo alla Kundalini: favorisce il risveglio e il fluire della Kundalini lungo il canale centrale della spina dorsale (Sushumna nadi), preparando la mente e il corpo alla meditazione più profonda.
  • Sviluppo della pratica personale: ogni momento dedicato a questa tecnica raffina la consapevolezza e aiuta lo studente a crescere nella propria esperienza yogica.
  • Armonizzazione del corpo mentale: riequilibra i modelli mentali profondi, portando maggiore chiarezza, stabilità e senso di pace interiore.

Praticare il respiro a “U” non è solo un esercizio respiratorio: è un viaggio verso la purificazione, l’armonia e la crescita interiore, un’opportunità per connettersi con la propria energia più profonda.

Pratica complessa

Considero il respiro a “U” una pratica complessa, perché la sua struttura si basa su tre fasi respiratorie:

  • l’inspirazione,
  • il trattenere l’aria nei polmoni,
  • l’espirazione.

A ciascuna fase corrisponde una durata diversa, che bisogna imparare a mantenere. Su questo torneremo tra poco.

A rendere la pratica ancora più articolata si aggiunge un altro elemento: il respiro a narici alterne, una delle tecniche fondamentali del pranayama. Significa inspirare ed espirare da una sola narice per volta, chiudendo l’altra con le dita della mano.
In questo pranayama, quindi, non solo devi organizzare il respiro nelle tre fasi, ma farlo anche alternando le due narici.

La meditazione istruzioni

Cautele: Pratica sempre questo pranayama a stomaco vuoto o dopo un pasto molto leggero.

Posizione: Siediti in Posizione Facile (Sukhasana) o in Loto, mantenendo la colonna vertebrale eretta e rilassata.

Occhi: tieni le palpebre socchiuse di circa 1/10 e rivolgi lo sguardo verso l’alto, concentrandoti al punto tra le sopracciglia. Rilassa le palpebre per evitare tremolii.

Mudra: con la mano destra regola il flusso del respiro:

  • chiudi la narice destra con il pollice,
  • chiudi la sinistra con l’indice.

In questo modo le dita formano una “U”: da qui il nome respiro a U.

Schema del respiro:

Come abbiamo visto questo pranayama ha tre fasi respiratorie: inspirazione – sospensione – espirazione, con un rapporto preciso:

1 (inspirazione) : 4 (sospensione) : 2 (espirazione).

Questo schema si combina con il respiro a narici alterne, creando una sequenza così strutturata:

  1. Inspira dalla narice sinistra (conteggio 1).
  2. Trattieni il respiro (conteggio 4).
  3. Espira dalla narice destra (conteggio 2).
  4. Inspira dalla narice destra (conteggio 1).
  5. Trattieni il respiro (conteggio 4).
  6. Espira dalla narice sinistra (conteggio 2).

E così via, alternando.

Conteggio del respiro: Mantenere le diverse durate del respiro senza l’aiuto di un mantra è una modalità basilare del pranayama, allo stesso tempo semplice e complessa. Infatti significa che devi riuscire a determinare in qualche modo la durata dell’inspiro, della sospensione e dell’espiro.

Ci sono due possibilità principali:

  1. Contare mentalmente: puoi semplicemente contare mentalmente “1…2…3…4…” con un ritmo calmo. È utile esercitarsi prima con un timer, per trovare un ritmo regolare, e poi riportarlo nell’esperienza della meditazione.
    • È importante che tu decida la durata dell’inspiro sulla base del tempo che ti risulta confortevole, senza mai forzare il respiro. Con il progredire della pratica, potrai aumentare gradualmente il tempo dell’inspiro e, di conseguenza, anche quello della sospensione e dell’espiro.
    • Ad esempio, se nell’inspiro conti fino a 4, la sospensione sarà di 4×4 = 16, e l’espiro sarà di 4×2 = 8.
  2. Contare con i battiti del cuore: è il metodo più sottile e sofisticato. Richiede una grande capacità di ascolto interiore e di concentrazione.
    • In questo caso, l’inspiro avverrebbe in 4 battiti, la sospensione in 16 battiti e l’espiro in 8 battiti.

Mantra: Il modo più semplice ed efficace per rispettare le durate è associare un mantra alle varie fasi del respiro. In questo modo il mantra diventa un sostegno ritmico e, allo stesso tempo, porta con sé il suo potere vibrazionale.

Puoi usare, ad esempio:

  • SAT NAM (Bij Mantra),
  • WAHE GURU (Guru Mantra),
  • oppure SA TA NA MA, che personalmente consiglio e utilizzo sempre anche nell’insegnamento.

Esempio con SAT NAM:

  • Inspiro → SAT NAM ripetuto 8 volte ( se sono troppe le puoi ridurre e le altre fasi in proporzione).
  • Sospensione → SAT NAM ripetuto 32 volte.
  • Espiro → SAT NAM ripetuto 16 volte.

Con SA TA NA MA:

  • Inspiro → 1 ciclo di SA TA NA MA.
  • Sospensione → 4 cicli.
  • Espiro → 2 cicli.

Riassumendo:

1-Inspira attraverso la narice sinistra (1)

2-Sospendi il respiro dentro (4)

3-Espira attraverso la narice destra (2)

4-Inspira attraverso la narice destra (1)

5-Sospendi il respiro dentro (4)

6-Espira attraverso la narice sinistra (2)


Visualizzazione: In aggiunta alle proporzioni del respiro e al mantra, puoi visualizzare il percorso del prana. Inspira e visualizza la luce che fluisce in giù lateralmente alla spina dorsale, dallo stesso lato della narice in cui entra il respiro. Mentre sospendi il respiro in dentro, senti e vedi la luce che si avvolge e cresce, che aumenta il suo calore, in un calderone alla base della spina dorsale sotto il Punto dell’Ombelico. Mentre espiri, vedi la luce salire dall’altro lato della spina dorsale e fuori dalla narice verso l’Infinito

Durata: inizia con pochi minuti anche 4 vanno bene, aumentandoli con calma fino a 62 minuti massimo. Se sei un praticante esperto puoi provare ad iniziare anche già con 11 minuti e poi aumentare sempre però con molta calma.

Chiusura: porta entrambe le mani sulle ginocchia, rimani seduto con gli occhi chiusi e stai in meditazione profonda per pochi minuti.

Importante se sei un principiante: cosa fare prima di Iniziare la pratica della Meditazione

Se è la tua prima volta con il Kundalini Yoga, ti invito a leggere questo post comprensivo anche di un video dedicato, su come aprire e chiudere lo spazio della pratica.
È un passaggio fondamentale: ti aiuterà a entrare nel giusto stato d’ascolto. Prenditi un momento per prepararti con cura.

Come si apre e si chiude una pratica di Kundalini Yoga

Qui puoi praticare il respiro a “U” con me

Alcuni testi di Pranayama o sul respiro che sono un’importante riferimento per me:

Questa raccolta di testi sul pranayama ti accompagnerà alla scoperta dell’arte del respiro: dai manuali classici della tradizione yoga alle guide moderne e accessibili, ogni libro offre strumenti preziosi per coltivare energia vitale, chiarezza mentale e benessere profondo. Un invito a riscoprire la forza trasformativa del respiro nella tua vita quotidiana.

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Un manuale prezioso che raccoglie le tecniche di respirazione del Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan. Ricco di spiegazioni pratiche, meditazioni guidate e illustrazioni, è un compagno ideale per chi vuole approfondire questo aspetto fondamentale della pratica.

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Pranayama - La dinamica del respiro
André Van Lysebeth
Pranayama – La dinamica del respiro
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Considerato uno dei testi più completi e dettagliati, è un vero e proprio manuale tecnico. Iyengar guida passo dopo passo nella scoperta dell’arte del respiro yogico, con attenzione alla precisione e alla progressione della pratica.

Teoria e Pratica del Pranayama
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Teoria e Pratica del Pranayama
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Il Respiro
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Un’opera profonda della tradizione Satyananda che esplora il respiro in tutte le sue dimensioni: fisica, energetica e spirituale. Indicato per chi vuole andare oltre la pratica di base e immergersi in una visione completa e trasformativa del pranayama.

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Una guida graduale e accessibile al pranayama, pensata per accompagnare passo dopo passo i praticanti di ogni livello. Con spiegazioni chiare e un approccio pratico, aiuta a sviluppare confidenza con le tecniche del respiro in modo sicuro e progressivo

Lo yoga del Respiro
Richard Rosen
Lo yoga del Respiro
Guida graduale al pranayama
Astrolabio – Ubaldini Editore
Lo trovi qui

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