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    IL RITORNO DELLA LUCE. Il Solstizio d’Inverno.

    Ci sono momenti importanti che celebrano cicli fondamentali, che coinvolgono la terra, il sole, la luna, tutta la natura, la vita, oserei dire: l’universo. Sono movimenti che appaiono in una lettura più olistica, come avvenimenti che ci coinvolgono a livelli molto profondi.

    Queste ricorrenze sono celebrate con regolarità ogni anno, e hanno avuto un ruolo, molto importante, all’interno di tante società antiche.  Feste come i solstizi fanno perciò parte e perciò della vita di tanti singoli esseri umani proprio come me e te, e sicuramente il ricordo è dentro ognuno di noi anche se non ne siamo consapevoli.

    IL SOLSTIZIO INVERNALE

    Ogni anno, quasi a ridosso del Natale una festività importane per la nostra cultura, e al termine dell’anno, si festeggia il solstizio di inverno, che questo cade il 21 dicembre.

    Oltre la comprensione dei meccanismi naturali, astrologici che lo governano, quello che mi interessa molto è il significato simbolico che porta con se.

    In questo giorno avviene un cambio di testimone nella vita della natura. La notte del 21 sarà quella più lunga dell’anno, quella in cui si varca il confine del domino del buio, che qui tocca il suo apice, con il ritorno della luce.

    Dal solstizio in poi le giornate cominciano ad allungarsi nuovamente, sostenendo i mesi più freddi con una sorta di speranza che non dureranno a lungo, e che la primavera sta premendo per tornare..

    LA NATURA E I SUOI CICLI DI VITA

    Questo cambio determina tutta una serie di conseguenze nel mondo naturale e su di noi perché ne facciamo totalmente parte. Anche se ci rinchiudiamo in città di cemento, che finiscono con l’allontanarci dal percepire il profondo insegnamento che la natura ci offre con i suoi cambi stagionali. La natura se la ricontattiamo, ci insegna a vivere, perché essa è la vita che si manifesta in modo onesto, autentico nella sua alternanza del buio con la luce.

     Quando puoi immergerti nelle ombre della notte, senza interferenze di luce artificiale prodotta dall’uomo, puoi ritornare in un ciclo naturale che ti appartiene oltre la tua comprensione mentale. Forse l’elemento che ci è diventato più estraneo nelle nostre vite di questa società, cosiddetta evoluta, è proprio il buio, che cerchiamo di controllare, arginare, con illuminazioni artificiali intense. Per anni nella mia vita cittadina, non mi accorgevo neanche del tramonto o delle stelle in cielo. Ora che abito in campagna la notte mi parla, con la sua luce che varia a seconda della luna, le assenze invadenti di luci umane, e sto imparando ad amare il buio, a non averne paura. La mia vita si sta plasmando con il ritmo delle stagioni e del ciclo del buoio e della luce.

    LA LUCE E IL BUIO

    La danza delle polarità anima il mondo totalmente, si manifesta in modo impeccabile, nell’avvicendarsi in ogni singolo giorno del dominio del sole, e a seguire quello della luna con la notte. Questo ritmo accompagna la nostra vita e la vita di ogni cosa sulla terra. Dà il ritmo all’anno, a scadenze come compleanni, nascite, viaggi, morti. Ma non è l’unica manifestazione della polarità, la ritroviamo nell’alternanza del respiro, passando da una fase inspiratoria attiva che richiama il sole, a una fase espiratoria passiva, o lunare, in un ritmo incessante che determina la vita di tutti. Come l’azione e il riposo. La gioia e la tristezza. La nascita e la morte. La salute e la malattia. Il no e il si. Il positivo e il negativo. Ogni aspetto della vita si può ricondurre a queste due elementi essenziali. Da qui lo yin e lo yang, cuore della cultura cinese, il prana e l’apana le due forze praniche nella visione energetica della vita dello yoga.

    Nel suo simbolo più intimo la luce richiama il potere dell’anima, la radianza che può illuminare la nostra mente, le nostre azioni, la vita, sostenendo atti elevanti, un qualcosa di saggio, di neutrale, di positivo. Ci mostra la possibilità di vivere felicemente in relazione con la nostra anima.

    Il buio richiama in noi la percezione dello smarrimento, del tormento, di non riuscire a vedere dove siamo, chi siamo, dove vogliamo andare. Una sorta di stato involutivo, o di blocco dell’essere, smarrito nei meandri della propria mente, e della sofferenza e limitatezza umana.

    IL MANTRA WAHE GURU

    Siccome sono una yogini nella tradizione del Kundalini Yoga, riflettere su questa opportunità che il solstizio invernale mi da, per rinnovare la presenza alla mia luce, il pensiero vola subito al mantra WAHE GURU, uno tra quelli a me più cari.

    Wahe Guru sintetizza perfettamente l’essenza del gioco dell’alternarsi tra il buio e la luce, in un significato che onora la preziosità di entrambi gli stati.

    Partendo dal significato di Guru, entriamo subito nel vivo: GU è il buio e RU la luce. Ciò ci indica che c’è un movimento dal buio verso la luce, che posso trovare la luce solo nel buio, o potremmo formalizzarlo in altro modo: che nel buio più profondo è racchiusa la luce, o che possiamo andare dal buio verso la luce. O, ancora, che non esiste il buio senza la luce, o la luce sena il buio.

    Se si accoglie questo piccolo grande seme, l’espansione è immensa, se decodifichi ogni tribolazione e momento della tua vita in cui ti sei sentito immerso nelle tenebre più profonde, forse proprio in questo momento, e mantieni saldo il credo che proprio li c’è la luce che ti attende, questo può rivoluzionare profondamente il tuo approccio alla negatività, alle zone di buio che entrano nella tua vita, che possono arrivare a sfidarti profondamente.

    Quando sei in questo moto di consapevolezza, quando comprendi che non c’è luce senza buio, allora puoi aprirti al WAHE che è una profonda esclamazione di estasi che deriva dall’aver compreso e accettato il gioco delle polarità.

    IO E WAHE GURU

    Nel corso degli anni prima del Kundalini yoga, ho sempre sentito usare la parola Guru, finendo per ricollegarla in generale all’immagine di un personaggio umano che potremmo definire un maestro spirituale potente, qualcuno come guida di folle in percorsi religiosi di un certo tipo. Sicuramente nel mio immaginario dell’epoca la connotazione era in oriente.

    Non avevo preconcetti di nessun tipo al riguardo, ma quando, all’interno del Kundalini Yoga, ho scoperto il significato della parola Guru la mia mente si è inchinata profondamente, e il cuore si è riempito di una immensa gioia.

    Nel tempo ho compreso che un Guru è un potere immenso di elevazione, un qualcosa che parla alla tua capacità di essere consapevole e crescere, che è oltre l’incarnazione fisica in un uomo o donna, che può agire attraverso l’umano, ma che puoi ritrovare in una frase che uno sconosciuto di dona in un viaggio in treno, in un libro comprato per caso, nella magia di crescere un figlio, nella morte di qualcuno a cui tenevi tanto, nei tuoi errori, in un insegnante a scuola.

    Per me Guru è fondamentalmente il potere di Dio che si incanala e incarna, e provoca il gioco delle polarità nella vita per farti andare avanti, evolverti e dare il meglio di te in tutto.

    Quando vibro il WAHE GURU, il suono parla alla parte di me che si smarrisce nelle tenebre, e la sostiene per non mollare nel voler trasformare la sofferenza in qualcosa di luminoso. E’ come una promessa che accadrà, che la luce arriverà!

    CELEBRANDO IL PASSAGGIO DAL BUIO ALLA LUCE

    Accogliendo sempre di più l’importanza di celebrare per ricordare che siamo luce e che il buoi è importante nello stesso modo, voglio proporti due pratiche molto semplici che potrai fare per questo momento simbolicamente così importante.

    LA PRIMA:

     Dai spazio alla luce nella forma di candele, una candelina al giorno iniziando dal 21 fino al giorno di Natale.

    Ogni sera prima di andare a dormire accendi una piccola candela posizionandola vicino ai vetri di una finestra, così che simbolicamente come un piccolo faro illumini il buio nella notte indicando la strada a viandanti smarritesi nelle tenebre. Per ogni candela scrivi un messaggio chiedendo di ricevere un’illuminazione per aspetti della tua vita in cui sei nel buio, o semplicemente in difficoltà, e li affidi alla forza trasformante della luce.

    Lo fai ogni sera, e lasci bruciare la candela fino alla fine. Quindi abbi cura di posizionarla lontano da cose infiammabili.

    Dal 21 al 25 compreso sono 5 giorni, quindi sono 5 candeline e cinque intenti.

    A chiusura il 26 raccogli i cinque intenti e li bruci, o li riduci a pezzettini piccolissimi e li regali al vento e alla terra.

    LA SECONDA:

    La sera del 21 potresti entrare nella vibrazione del WAHE GURU con una ripetizione continua o Simran del mantra.

    Prenditi il tempo per organizzare al meglio questo spazio meditativo.

    Rendi sacro questo momento raccogliendoti in te stesso, forse condividendo con amici, i tuoi cari, in solitudine, nella profonda intimità della tua casa, come anche un atto conclusivo di una cena, di uno stare insieme.

    Apri e chiudi con i mantra di apertura che trovi a questo link.

    https://adharmapiaceloyoga.com/struttura-di-una-lezione-di-yoga-kundalini/

    Siediti in posizione meditativa, se lo desideri puoi fare prima qualche esercizio per la colonna e le anche, oppure immergiti subito nel canto del mantra.

    Puoi mettere le mani semplicemente appoggiate alle ginocchia, come anche contro il centro del cuore, con i palmi uno contro l’altro nel mudra della preghiera, o in Gyan mudra portando la punta del pollice contro la punta dell’indice, mantenendo le altre dita ben stese, scegli la posizione che vuoi. Quello che veramente conta, è che ti lasci andare al canto e alla vibrazione del mantra. Affidandoti sempre di più alla vibrazione potente di WAHE GURU, il mantra risplenderà dentro di te, e si prenderà cura di tutto quello che ha necesità di essere trasformato ed elevato.

    Mudra della preghiera.

    Non esiste un limite di tempo,

    Qui trovi alcune belle versioni del Wahe Guru Simran.

    Una delle mie preferite di Nirinjan kaur

    https://www.youtube.com/watch?v=NFPcNQdO3B

    Una versione che uso spesso nei rilassamenti, la trovo piena di devozione e amore, non ho mai saputo di chi fosse.

    https://www.youtube.com/watch?v=t0k8t-Ezno8

    Navigando… la sto ascoltando mentre scrivo questo post…

    https://www.youtube.com/watch?v=-N920M2XGdo

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