• Vivere lo Yoga

    riflessioni di una yogini: “il malessere di vivere” e il mantra “KEEP UP!”

    ll “malessere di vivere” uno stato psichico che si riflette intensamente sulla nostra capacità di vivere in modo positivo, appagante, felice, che può avere origine da qualcosa che non va in generale nel sacro mix: corpo/mente/anima che ci compone, in influenze e responsabilità delle varie componenti non facili da identificare e comprendere.

    Voglio condividere con te qualche mia personale riflessione al riguardo, dettata dal fatto che in questo anno appena passato sono finita nel mio personale “pozzo nero”, forse per le consequenze post intervento per una malattia importante che mi ha messa alla prova in questi anni, forse perchè sento il gravare della mia vita in generale, forse per il mondo che continua imperterrito in una follia incontenibile fatta di odio, morte, razzismo … quante posso essere le ragioni che mi/ti portano a ritrovarci in uno stato di profondo malessere? probabilmente tante.

    La nostra decisione di vivere

    Quante volte nella mia ricerca spirituale mi è stato detto, oppure ho letto, che siamo noi a decidere di incarnarci, che l’anima, questa parte di noi così importante e tanto”invisibile”, in qualche dimensione oltre il tempo e lo spazio decide di entrare in un corpo specifico e di vivere determinate esperienze, anche in base a quello che ha combinato nelle vite precedenti.

    Io non so se è davvero una nostra decisione “piombare” in questa vita, sicuramente ho imparato che vivere è una faccenda davvero molto impegnativa, che le regole del gioco possono sembrare dettate da una strana mente contorta, sadica e molto creativa.

    Dopo aver trascorso buona parte del tempo a mia disposizione in questo corpo (ed è sicuramente per alcuni versi un privilegio), comprendo o forse dovrei dire che si rinnova la comprensione, che c’è uno stato psichico che definisco come “malessere di vivere” che è qualcosa che conosco molto bene, anzi mi appartiene da quando riesco a ricordare, ben radicato nella mia infanzia, esploso nell’adolescenza e rimasto li in un angolo della mia psiche in agguato per tutto il resto della mia vita che ancora si affanna a svolgersi.

    Sono certa che è successo anche a te di ritrovarti in momenti in cui hai fatto fatica, forse una grande fatica, forse una enorme fatica a cercare di trovare le risorse dentro di te per affrontare il flusso di continuo cambiamento che la vita in generale propone a tutti noi.

    Quanto si può star male nel non riuscire ad essere in grado di affrontare se stessi, le responsabilità che ci riguardano, gli incontri fatti di amori finiti, amicizie tradite, lutti, l’avere una relazione positiva con se stessi, con gli altri con la vita? sicuramente tanto!

    Le risposte al mistero del vivere

    Da dove ha origine tutto questo? innumerevoli le possibili risposte…karma…shock nel grembo della propria madre…eredità genetica, che poi è una forma scientifica per parlare del karma, abbandoni, violenze… in realtà non posso e non voglio essere io a darti risposte assolute, perchè penso che è molto complesso e relativo anche alla storia personale di ognuno di noi.

    La malattia, soprattutto, mi ha “messa all’angolo” in questa mia ricerca di voler trovare assolutamente una spiegazione al perchè mi ero ammalata di tumore, una parte di me voleva assolutamente comprendere. Il risultato è stato che se è davvero importante trovare le ragioni, la verità mi è sembrato di scorgerla ovunque, e così piano piano ho smesso di assillarmi nel volere necessariamente capire, e sono giunta a comprendere che la vita è solo un grande, immenso mistero.

    Si parla di destino in tanti insegnamenti, che ognuno ha il suo, e il disegno che ne viene fuori, forse , possiamo comprenderlo solo attraverso il cuore o una ragione al servizio di qualcosa che va oltre la mente stessa, l’anima.

    Non so a te ma a me sembra che gli eventi che si manifestano, spesso possono essere davvero incomprensibili, senza una logica apparente.

    Soprattutto non so se trovare una spiegazione razionale, scientifica, logica, è davvero la strada principale per guarire e stare bene. Forse comprendere può evitare la disperazione che può portare qualcuno a decidere di dire basta e uccidersi…?

    Ormai da tempo non giudico più chi arriva ad atti così importanti, perchè è facile per me comprendere il seme doloroso annidato nella psiche che riconosco mio, e sono convinta che questo seme ci appartiene in generale, che è in ognuno di noi, che può germogliare inaspettatamente in ognuno di noi.

    Riconoscere il proprio malessere

    Partiamo dal fatto che un primo passo fondamentale è allenarsi a riconoscere quando si sta male, sembra scontato ma non lo è affatto. Insegnando yoga dico spesso che fondamentalmente la sua pratica quello che fa è nutrire la tua capacità di essere consapevole del “qui ed ora”, che è riuscire a rimanere presenti in un ascolto sensibile a tutto quello che si muove dentro di noi, al bello, al piacere, alla pace ma anche alla tristezza, al dolore che non passa, alla disperazione, alla rabbia ecc.

    Questa capacità è importante anche per riconoscere quando stai male, quando stai scivolando giù nel pozzo. Mi è capitato spesso negli anni di incontrare persone che non volevano vedere il loro malessere, che riempivano la vita di tante cose, con ritmi forsennati, e probabilmente in alcuni momenti l’ho fatto anche io.

    E tu, ti rendi conto di quando stai male? riesci a cogliere i segnali che qualcosa proprio non va dentro di te?

    Per poter riuscire a vivere in modo creativo, positivo, è molto importante questo primo passo.

    Se non lo facciamo diventa molto dificile chiedere aiuto, o farsi aiutare.

    Come riconoscere che sei immerso nel “malessere di vivere”?

    La base è che fondamentalmente la tua voglia di vivere se ne va.

    😪 Quando ti senti ferito così profondamente da un gesto, una parola, da un qualcosa che hai fatto o non hai fatto al punto che senti come un dolore dentro il tuo plesso solare da riuscire solo a ripiegarti e voler sparire.

    😌 Quando ti accasci su te stesso, in un crollo fisico, mentale che ti rende solo capace di strisciare.

    😩 Quando la solitutine ti soffoca e ti osservi vivere come in un’isola deserta privata di umano, di piante, di tutto, come se non avessi il più elementare diritto alla vita.

    🥺 Quando un nuovo giorno sorge e tu vorresti fermarlo, e rimanere in un limbo sospeso tra la vita e la morte, in uno stato di non vita.

    😢 Quando il sorriso non arriva e riesci a malapena a sostenre la tua maschera priva di vita.

    Cosa aggiungeresti a questo elenco?

    Chiedere aiuto

    Come si fa a riuscire a contenere, risolvere, trasformare questo stato così negativo?

    Dipende molto da quanto è profondo il tuo pozzo nero, più giù sei e più sarà difficile chiedere aiuto e riuscire ad attivarti per iniziare a compiere azioni che possono nutrire una capacità di elaborare pensieri positivi, un ritornare a trovare e riconoscere soprattutto le risorse interiori per districarsi nelle difficoltà, gli imprevisti, i drammi, le complicazioni della vita in generale.

    A volte le cose non finiscono bene, e nella tragedia sempre più mi rendo conto che anche questo è una parte della vita, che non sempre c’è un lieto fine. Non voglio affermare incondizionatamente che c’è un profondo insegnamento anche nella tragedia, perchè sicuramente è così, ma quanto dolore disperazione bisogna attraversare prima che il positivio possa emergere da un disastro? così tanto che appunto non voglio mettermi sul podio del “tutto serve per farci evolvere”! podio che quando stai male non serve proprio a niente…

    E lo Yoga e la meditazione?

    Sicuramente tecnologie come lo yoga e la meditazione sono risorse molto importanti. Non so quanto puoi riuscire a sederti sul tappetino tutti i giorni (che è il requisito essenziale per far si che questi percorsi possano aiutarti), perchè quando si sta molto male diventa difficile se non impossibile attivarsi e praticare.

    Nella mia esperienza mi rendo conto che lo Yoga mi ha evitato forse di arrivare davvero a delle catastrofi senza ritorno. In effetti riconosco che pur nel buio più buio, c’è una piccola parte di me che rimane vigile, in osservazione come un testimone pronto a cogliere la più piccola scrintilla di rinascita: ecco forse sono stati proprio tutti quegli anni di yoga a mantenere viva questa piccola importantissima parte vitale.

    L’aiuto di altri esseri umani è una chiave preziosa, far parte di una comunità di persone, avere amici che si allarmano se non dai segnali di vita, che ti conoscono. Io prurtroppo ho la tendenza ad isolarmi, da sempre, forse ho anche un leggero autismo, sono molto capace di stare da sola, ma valico sempre livelli pericolosi di isolamento che a volte vanno solo a nutrire il seme di cui parlavo prima.

    Azioni per rinascere

    Quello che mi fa bene è la natura, la musica, l’affetto, la creatività che sfocia nella bellezza, nell’arte, la preghiera…

    Anche se ho riscontrato nel mio personale delirio che devo arrivare a stare davvero male per poi scuotermi e agire, che c’è una parte di me che malgrado tutto non molla.

    E tu? quali azioni compi per rinascere?

    Il mantra “KEEP UP”

    Non ti segnalerò in questo articolo pratiche specifiche, abbiamo tantissime meditazioni molto utili se si sta male, mantra potenti, alcuni li troverai nel mio blog. Voglio però segnalarti una frase che Yogi Bhajan ci ha lasciato indicandola come un vero e proprio mantra, ed è” KEEP UP” che potremmo tradurre in italiano “NON MOLLARE”.

    Il suo significato è appunto di non mollare perchè sarai sostenuto, molti la collegano al mantenere una pratica di yoga costante superandone tutte le sfide, io la intendo in un respiro più ampio, mi ricorda di non mollare quando vorrei farlo, di andare avanti forse strisciando ma andare avanti, mi ricorda che dentro di me posso sempre ritrovare la forza, il coraggio, la saggezza e soprattutto l’amore verso il mistero della vita.

    Ricordati di “NON MOLLARE” quando il tuo malessere di vivere arriva, sii conspevole che a volte puoi fare solo questo, con disperazione, rabbia, apatia, con tutto quello che si agita dentro di me, ma “NON MOLLARE”, vai avanti ostinatamente senza chiederti troppee spiegazioni “NON MOLLARE!” rimani collegato a questo, un piccolo passo dopo l’altro, giorno dopo giorno e poi piano piano riuscirai a chiedere aiuto, ad agire al meglio per la tua vita e per quella di chi ti vuole bene e ti sta vicino, tornerai a guardare alla vita con speranza, a cogliere la bellezza di una giornata che arriva, a sorridere per un raggio di sole che sbuca tra le nuvole, a emozionarti per lo sbocciare di un fiore…

    Alcuni libri per ispirarti a uscire dal pozzo:

  • Potrebbero interessarti

    Nessun commento

    Lascia un commento